Haiku di rimembranza

Mentre mi crogiolo nel mio tedio di ripasso da maturanda sotto questa pioggia scrosciante che si abbatte sulle finestre, combatto la malinconia del momento riportando alla memoria il mare napoletano di fine aprile con questa recente composizione.
(Un ringraziamento sentito al mio caro Ungaretti che mi ha fatto ripensare alla forma metrica in questione.)

Haiku 5
Quando dal mare
nasce quell’emozione
il mio mondo è ebbro.

Recensione a “My dilemma is you” di Cristina Chiperi // TRASH LETTERARIO

Titolo: My dilemma is you 1
Autrice: Cristina Chiperi
Casa editrice: Leggereditore
Data d’uscita: 4 Gennaio 2016
Pagine: 322
Prezzo libro: 14.90 €
Prezzo ebook: 4.99 €
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Trama: Christina Evans ha sedici anni, vive a Los Angeles e frequenta il terzo anno dell’high school. Tra feste, amici e buoni voti, la sua è una vita perfetta. Finché la sua famiglia non decide di trasferirsi a Miami, e per Cris cambia tutto. Da un giorno all’altro viene catapultata in una nuova città e soprattutto in una nuova scuola. Nonostante senta la nostalgia di Los Angeles, riesce rapidamente ad ambientarsi e a stringere amicizia con gli studenti più popolari. Tutti la accolgono calorosamente… tutti tranne Cameron e la sua ragazza Susan, da subito ostili nei suoi confronti. E così, tra grandi e piccole difficoltà, Cris trova una nuova amica, Sam, e un nuovo amore, Matt. Ogni cosa sembra procedere nel migliore dei modi, ma come spesso accade nelle faccende di cuore, i giochi sono destinati a complicarsi. Col passare del tempo, Cameron e Cris comprendono che l’antipatia che provano l’uno per l’altra nasconde in realtà un sentimento ben diverso, e accettare e assecondare questa scoperta vuol dire mettere di nuovo tutto in discussione…

Premessa: al fine di comprenderne al meglio la natura, ho scelto di leggere la versione di Wattpad. Troppo facile sfogliare le pagine di una storia già corretta in tutti i suoi orrori grammaticali da un team specializzato nel fare un lavoraccio del genere.

Recensione: Trovare il modo di recensire “My dilemma is you” senza partire in quarta con uno sproloquio da lingua biforcuta mi risulta un’impresa piuttosto ardua. Il mio giudizio è quello di un’accanita lettrice che da anni spazia tra più generi, nonché -nel mio piccolo- quello di una scrittrice: non si tratta dunque di dare solo un’opinione su quanto la storia regga a livello contenutistico, ma anche di commentarne la forma, la grammatica e tutti gli aspetti inerenti alla mia povera e devastata lingua.
Dunque, da cosa iniziare? Su questo libro -e quanto mi piange il cuore usare proprio questa parola in tal contesto- è stato detto molto, tante belle parole da ragazzine abituate ad opere impegnative come il magazine “Cosmopolitan” (non me ne vogliate, anch’io lo sfoglio piacevolmente quando inganno il tempo sul cesso) ed aspre critiche da parte di chi di letteratura, grazie a Dio, ne capisce qualcosa. Io esordirò così: credo di non aver mai letto nulla di tanto atroce. Il pensiero che una fanfiction, una storiella banale d’amore con un vip del web (ma poi, chi diavolo è ‘sto Cameron Dallas?!), sia stata scelta per una pubblicazione cartacea a discapito di tanti poveri alberi innocenti mi lascia basita ed atterrita. Che poi, in realtà il motivo di tale scelta è comprensibile: tante views su Wattpad e migliaia di ragazzine disposte a rinunciare a qualche drink del sabato sera per acquistare la versione cartacea dell’unica roba che siano riuscite a leggere senza consultare la Treccani. (avrei preferito si sbronzassero, a dirla tutta, quello va sempre bene)
La protagonista, Cris (evviva la fantasia, cara autrice), è la classica Mary Sue che verso il 2009/2010 spopolava su Efp: la sua vita perfetta in quel di Los Angeles viene turbata da un improvviso trasferimento a Miami che, povera fanciulla!, trasforma immediatamente la sua vita in una merda nonostante sin dal primo giorno in città conosca i ragazzi più fighi e famosi della scuola, facendo innamorare tutti di lei. Ma giustamente, che vitaccia. Il vero problema per la ragazza però è Susan, la classica oca cheerleader che sconvolge l’esistenza della nostra beneamina: anche leggendo queste poche righe è chiaro che Cris si innamorerà del fidanzato della suddetta, alias Cameron, e viceversa.
Per tutta la storia non compare, manco a pagarla, una qualsivoglia descrizione: i personaggi sono solo nomi e qualche piatta battuta, i luoghi resteranno per sempre sfondi bianchi e l’azione più complessa che viene svolta è rispondere ok sospirando o qualcosa del genere. E le lettrici (ma ovviamente sono solo ragazzine) hanno pure il coraggio di commentare che Cris non si lava. Ma seriamente? Sai a stento come si chiama e pretendi pure che si faccia una doccia, roba da matti.
Quasi dimenticavo il cliché che più mi ha fatto ridere nel leggere questo abortino (con il diminutivo perché è una roba corta grazie al cielo): Sam, la migliore amica della protagonista, è AUTOLESIONISTA. Oltre al fatto che, come al solito, un tema drasticamente difficile viene trattato con una superficialità unica e degna di nota, Cris ovviamente non si rende conto di niente e continua la sua vita schifosa che in realtà è tutto un limone duro feste alcol e niente studio. AH e ovviamente *SPOILER ALERT* la sua vecchia migliore amica diventa depressa e si butta nel mondo dell’alcol e della droga, rimanendoci secca. La reazione della madre di Cris fa quasi ridere da tanto è fuori luogo per piattume (esiste davvero come parola, magico!), insensibilità e “no non ci vai al funerale perché siamo in vacanza in montagna ed è troppo distante.” Ok, capisco. *FINE SPOILER SUPER WOW*
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Insomma, la trama è tutta così, un succedersi confuso di episodi scontati, noiosi e narrati con un stile piatto, colloquiale e ricco di errori di battitura e non solo, tanto da farmi credere che l’autrice abbia mentito in merito alla sua frequentazione del liceo Classico, perché in questo modo scrive solo una bambina delle elementari senza neanche tante proprietà lessicali. Ed inutili sono le scuse della suddetta, secondo la quale basta giustificarsi dicendo che quando ha scritto sta roba aveva 14 anni e non le interessava correggere i capitoli. No mi spiace, proprio non lo accetto. Se non ti interessava veramente la correttezza grammaticale innanzitutto non ti improvvisavi scrittrice, né tantomeno ora dovresti innervosirti se la gente (leggasi: io) ti fa presente con stizza gli esagerati errori di battitura. E fossero solo quelli il problema, cara mia. La parte più divertente del processo di lettura è stato proprio la curiosità morbosa che ad un certo punto subentra, quella di vedere quanto peggio possano realmente andare le cose: su tal versante l’opera (??) mi ha sorpresa.
Vorrei poter dire di più su “My dilemma is you”, ma la verità è che oltre ad ulteriori improperi non mi viene in mente altro…se non che ‘sta roba fa proprio schifo. E poi basta dai, leggere parole cattive è divertente fino ad un certo punto.
Ed infine chiudo così: piccole ragazzine ignoranti, se insultate la gente che vi mette in faccia la reale squallidità di un prodotto asserendo che “le hanno pubblicato ben tre libri!”, io ci tengo a precisare che l’abito non fa il monaco. Ma comunque la copertina di questo libro è terribile.

Voto finale: 0/5. Il che significa che di strapparmi gli occhi per leggere i libri successivi non ci penso manco morta.

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(Troppe parentesi in questa recensione. Ops.)

Quando l’editoria esplode: da D’Annunzio a Wattpad

Nella storia dell’editoria, numerosi sono i casi in cui gli autori hanno tentato di raggiungere fama e ricchezza con la pubblicazione di scritti che meglio si prestassero a soddisfare il loro pubblico: Gabriele D’Annunzio ne è l’esempio lampante. Uomo spregiudicato e sempre al passo coi tempi, egli adattava le proprie opere ai gusti ed alle tendenze dell’epoca, realizzando narrazioni dalla trama mediocre come “Il piacere” (1889) che nonostante tutto ottennero un notevole apprezzamento.
Il fenomeno prese maggiormente piede con la nascita delle prime riviste di settore, che mensilmente davano alla stampa un solo capitolo di diversi romanzi. Con questo stesso metodo, durante l’età vittoriana ottenne la popolarità Charles Dickens, il quale, tenendosi in contatto con i propri lettori, valutava quanto scrivere anche in base alle loro preferenze ed opinioni.
Una serializzazione del genere ha fornito gli spunti necessari per la creazione di siti internet interamente dedicati alla raccolta di fanfiction: per i profani, esse sono storie prodotte, come da nome, dai fan di un’opera letteraria, cinematografica e persino videoludica che rielaborano nei modi più svariati la trama originale e, talvolta, il carattere dei personaggi stessi. Nel 1998 nacque Fanfiction.net, prima e più conosciuta piattaforma di tale stampo, seguita a ruota nel 2001 dalla versione italiana, ovvero “EFP”. Questi più recenti mezzi creativi hanno permesso un capillare sviluppo della scrittura gratuita e sulla rete e finalizzata all’interesse personale, oltre che all’apprezzamento dei propri lettori tramite recensioni degli stessi.

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È inoltre possibile riscontrare con facilità una tendenza di fondo che porta gli scaffali di qualsiasi libreria a riempirsi periodicamente di libri, i quali presentano la medesima tematica, con la stessa formula con cui una novità si afferma in qualsiasi caso: si tratta di un ciclico susseguirsi di mode effimere, destinate ad appassire dopo qualche anno per dare spazio alla nuova trovata che appassiona le masse. Nell’ultimo decennio possiamo infatti delineare sostanzialmente ben quattro periodi (tenendo conto della data di pubblicazione del titolo in questione) con cui analizzare il mercato: a partire dal 2005 con Twilight i romanzi sui vampiri hanno spopolato, mentre dal 2008 al 2011 ha regnato sovrana la saga di Hunger Games, seguita a ruota da Divergent e dagli altri numerosi urban fantasy, per poi lasciare spazio al tanto criticato quanto letto “Cinquanta sfumature di grigio”. Quest’ultimo, per chi non ne fosse al corrente, nacque inizialmente dalla mente di E. L. James come nientepopodimeno che una fanfiction basata sul best seller di Stephenie Meyer: chi ha letto entrambe le saghe avrà riconosciuto senza particolare difficoltà le analogie che le due opere presentano, nonché la qualità decisamente più scadente della recente vicenda erotica. Ed è proprio questo il dato che ci permette di giungere dunque all’ultima ed attuale inclinazione letteraria: ciò che purtroppo è allarmante in questo contesto è la progressiva valorizzazione di un modello banale, privo di personalità e carattere che basa la sua intera struttura su sviluppi scontati e frivoli. Certo, le fanfiction sono un ottimo esercizio di scrittura creativa, ma restano altrettanto valide e degne di lode se esposte al pericoloso formato cartaceo?
Wattpad nacque nel 2006, a cinque anni di distanza da EFP, dall’idea di Allen Lau ed Ivan Yuen di creare un’app funzionale alla lettura di ebook sul proprio telefono. Il sito web, che vanta una grafica migliore delle altre due famose piattaforme, si è rapidamente affermato negli ultimi anni producendo a partire dal 2014 quelli che sono le ultime opere in voga sulla piazza: infatti proprio due anni fa Anna Todd ha esordito come scrittrice con “After”, il romanzo scritto in prima battuta sulla rete, la cui trama aveva inizialmente come protagonista un personaggio già esistente e ben noto, ovvero Harry Styles (il cui nome è stato poi cambiato), uno dei componenti dei One Direction. La giovane americana vanta ora copie e copie della sua opere nelle librerie di tutto il mondo, presentando tuttavia una storia insignificante, con la classica storia d’amore tra i banchi di scuola ed un ragazzo bello, dannato e ribelle ad incentivare la lettura.

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Sulla stessa linea sono le altre creazioni nate anch’esse da Wattpad, prodotti tutti italiani quali “Over. Un’overdose di te” e “My dilemma is you” di ardimentose minorenni: il filo conduttore che lega Sabrynex e Cristina Chiperi ad autori affermati come D’Annunzio è infatti la tematica sessuale piuttosto esplicita che permea la narrazione. Il giornale ilfattoquotidiano.it esprime perfettamente la mia prima impressione a riguardo: «Harmony piccantelli da scuola superiore del nuovo millennio all’epoca dei social.»
Dopo una prima occhiata al sito in questione è facile rendersi conto come, molto probabilmente, i racconti che hanno fatto impazzire milioni di ragazzine rappresentano il meglio del peggio che Wattpad è in grado di offrirci; oppure, ancora più paradossalmente, le fanfiction originali e ben scritte destano poco l’attenzione, soprattutto se non presentano un qualsiasi idolo delle giovani lettrici. Non posso certo biasimare case editrici come la Rizzoli che scelgono di pubblicare quelle che non sono nient’altro che fanfiction, d’altronde se esse presentano un pubblico più che vasto tanto vale dare alla stampa persino i sette libri di cui è composta la saga creata da Anna Todd; triste è pero la consapevolezza che, a causa di queste improvvisate scrittrici neanche tanto dotate, vengano lasciati nell’ombra autori forse più meritevoli, abbagliati dalle copertine psichedeliche di questi nuovi libri, tanto colorati quanto spenti nelle loro pagine.
Tre anni, ecco l’arco di tempo in cui l’editoria si evolve – o regredisce, ma questo dipende dai punti di vista – e spezza il suo status quo, pronta ad accogliere nuovi titoli e copertine sempre più accattivanti. Tenendo dunque come riferimento la data di pubblicazione del primo capitolo della saga di After, la domanda sorge spontanea: quale sarà la prossima tendenza a partire all’incirca dal 2017? Resta anche da domandarsi se, effettivamente, Wattpad manterrà il proprio trono per soli tre anni oppure si consoliderà come sovrano per un periodo più lungo. Qualunque sia la risposta, mi auguro vivamente che l’attuale orientamento dei fenomeni letterari di massa subisca una rapida ed efficace inversione di marcia.