Poesia

Non avrei mai voluto scrivere questa poesia

Sono sempre stata la tua bimba,
-Così dicevi tu tutto compiaciuto-
E stringendo al petto ampio il ricordo
Di una sedicenne smarrita
Hai ignorato il cambiamento e il tormento
Di trovarmi donna assai diversa
Dall’immagine che serbavi di me:
Le tue dita tra i miei lunghi capelli
Erano al contempo carezze e redini
Così per mostrarti che ero cambiata
Li ho tagliati,
Ma tu mi hai detto che sembravo
Ancora più piccola e bambina.
Non capivo se sbagliassi io
Ad attirare l’attenzione su quel momento
Assurdo estraneo di smarrimento
O eri tu a fingere che ancora tutto
Fosse uguale, soprattutto il sentimento.

Da ragazzi ci siamo trovati adulti
Nello spazio tra un bacio e il sesso,
Cresciuti insieme ma maturati lontani.
Forse ti ha fatto paura
Vedermi così donna nella testa
In contrasto con il volto fanciullesco
Che quella sera ti baciò
Dubbioso sotto la pioggia;
Forse ti ha infastidito
Quel passo in più che ci divideva,
Le mie certezze contro le tue insicurezze,
Ma speravo che, ancora una volta,
Tu mi raggiungessi
Afferrando stretta la mia mano.

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Ti ho camminato davanti
Per troppo tempo sicura
Che avresti colmato la solita distanza
O che comunque io ti avrei mostrato
La strada, quella a noi nota
Per proseguire fianco a fianco.
Ero convinta -perdonami per questo-
Di essermi voltata tutte le volte
Necessarie a illuminarti la via;
Ma nei momenti in cui stupidamente
Sono rimasta di spalle, attendendo,
Tu sei inciampato nel percorso
Distogliendo dalla mia nuca lo sguardo.
Hai incontrato un altro viso
E hai sbagliato strada, trovandoti
D’improvviso a un bivio:
I miei occhi o i suoi.
Ho scelto io per entrambi
Optando per l’addio tanto giusto
Quanto straziante
E ora il cuore tira strappandosi in due
Diverse direzioni
Come calamitato a due estremi:
Il consueto dolore di amare te
E l’impellente bisogno di amare me.

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Letteratura, Poesia

Felicità in poesia

La felicità ha il rumore
Dei raggi della bicicletta
E del vento che mi sferza le orecchie
Mentre pedalo

È anche il frinire dei grilli
E il ciottolato del sottobosco
Quando corro nella mia terra

Così come una sosta appagante
All’ombra del mio Duomo

Perché felicità è
Alzare lo sguardo dritto verso il cielo
E non stirare un sorriso
Ma indossarlo stropicciato e
Tutto tremolante per l’emozione.

(La foto in evidenza è un mio scatto di un tipico paesaggio brianzolo ♥)