SOCIALmente

[Era da un po’ che non scrivevo qualcosa, e soprattutto che mi soddisfacesse. Poesia nel mio stile molto criticona e ironica, un po’ di polemica non guasta mai, ma ovviamente sono la prima a girare per strada incollata all’iPhone.]

Contesto sociale pressoché distorto
Nel World Wide Web
Che di quest’epoca è il porto,
Sui social saccenti
E per strada impotenti
Tutti zombie drogati dalle nostre
Emittenti.
Svuotiamo le menti perché siamo assuefatti
Le riempiamo di idee quando distratti:
Siamo studenti incostanti, questi
Obiettivi culturali fin troppo distanti,
Siamo ragazzi inconsistenti,
In diretta campioni
E in tutto il resto perdenti.
Socialmente impauriti
Mentre sui social leoni,
SOCIALmente e mente social
Perché chi mente è una forza.
Condividi o commenta, retwitta
O sei fuori,
Testa spenta e linea piatta
Per i likes e le curve.

Recensione “La lama dell’assassina” – Sarah J. Maas

Titolo: La lama dell’assassina
Autore: Sarah J. Maas
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Mondadori
Data d’uscita: 25 ottobre 2016
Pagine: 402
Formato: Brossura
Prezzo libro: 12,50€
Prezzo e-book: 7,99€

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La prima infatuazione per questo libro è nata dalla copertina dalla bellezza mozzafiato, che ha catturato il mio sguardo sin da subito. Da lì poi è nato l’amore incontenibile per la storia e la narrazione impeccabile di Sarah J. Maas.
“La lama dell’assassina” fa parte della ormai celeberrima saga fantasy de “Il trono di ghiaccio” (in inglese “Throne of Glass”, e lo specifico perché come al solito ci troviamo di fronte a traduzioni inaccettabili e incomprensibili ai più, ma a quanto pare perfette per i traduttori): in Italia hanno visto la pubblicazione i primi tre volumi, “Il trono di ghiaccio”, “La corona di mezzanotte” e “La corona di fuoco”, ma restano ancora inediti “Queen of Shadows” e “Empire of Storms”. Il volume conclusivo della saga, il cui titolo è sconosciuto, è ancora in fase di scrittura.
Si tratta di un’opera prequel, collocata dunque in un periodo antecedente al primo libro, nonché una raccolta di cinque novelle prima pubblicate singolarmente in e-book e poi raccolte in formato cartaceo in “The Assassin’s Blade” nel 2014:
1. “L’assassina e il signore dei pirati”
2. “L’assassina e la guaritrice”
3. “L’assassina e il deserto”
4. “L’assassina e il male”
5. “L’assassina e l’impero”

Trama: Celaena Sardothien è la più micidiale sicaria del regno. Lavora per la Gilda degli Assassini, ma in realtà non obbedisce a nessuno e non si fida di nessuno. Inviata in una serie di missioni nei luoghi più pericolosi, dalle Isole Morte al Deserto Rosso, Celaena inizia ad agire senza rispettare gli ordini del capo della Gilda. Ma dovrà rischiare tutto per rimanere viva.

Trattandosi di un prequel, mi è stato consigliato da chi ha già letto la saga di partire proprio da quest’ultima pubblicazione. Benché io non abbia ancora iniziato “Il trono di ghiaccio” (ma ovviamente è già sulla via di casa dato che l’ho ordinato ♥) posso ben comprendere le ragioni di questo suggerimento: credo che si tratti di un’opera dalla grande importanza per la comprensione della psicologia del personaggio protagonista, Celaena Sardothien, della sua dura storia e dei sentimenti che ne derivano. Ci sono tutti gli elementi fondamentali per delineare un chiaro e preciso background, motivo di scelte e atteggiamenti che mi aspetto di vedere sin dai prossimi primi capitoli.
Il lettore si trova catapultato in un mondo fantastico dall’ambientazione simil rinascimentale, che mi sento di identificare con una Belle Époque: la stessa Celaena (la cui pronuncia del nome resta misteriosa) mostra ripetutamente un grande amore per la cultura, la musica e la bellezza, identificabile anche nel suo abbigliamento costoso e ricercato, la cura metodica del proprio corpo. Questo elemento è innovativo in un romanzo di questo genere, dal momento che le protagoniste femminili, troppo impegnate a recitare il ruolo della – in gergo – “bad ass” non mostrano interesse del genere, il che dipende anche dall’epoca e dall’ambientazione di riferimento. Il personaggio con cui ci troviamo a che fare non è certo stereotipato e anzi, le caratteristiche principali del suo carattere sono delineate con precisione rendendo Celaena più vera e umana ai nostri occhi. Si tratta di una giovane donna che, quale miglior assassina del regno, non esita nel colpire mortalmente il nemico ma che al contempo non si vergogna nel commuoversi a teatro, perdendosi nella musica dell’orchestra. È una ragazza indipendente, scontrosa e letale, ma al contempo amante delle feste, leale e fragile.

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Gli altri personaggi, come il capo della Gilda Arobynn, l’assassino Sam e Ansel nel Deserto Rosso, non sono da meno e tengono testa all’irrispettosa protagonista con una personalità a tutto tondo, catapultandoci sin da subito nel mondo degli assassini.
Le novelle non sono tra di loro scollegate ma presentano un filo conduttore, mostrano tra loro una sinergia non indifferente che porta il lettore a volere sempre una pagina in più, in un crescendo di emozioni e lettura spasmodica, al fine di carpirne il più possibile. Se le prime cento pagine servono come punto di partenza, le restanti scivoleranno tra le vostre dita con una facilità impressionante, consentendovi giusto qualche secondo di pausa tra un capitolo e l’altro per elaborare la suspense e i numerosi colpi di scena (e al cuore). Ho divorato queste trecento pagine in una giornata con lo spasmodico desiderio di saperne sempre di più, pagina per pagina fino all’ultimo capitolo, tra le lacrime che il libro stesso ha generato.
Dire qualcosa di più significherebbe rischiare di incorrere in qualche spoiler, e mi conosco abbastanza bene da sapere che se amo alla follia qualcosa non smetto più di parlarne.
Era da veramente tanto tempo che un libro con mi stregava così, con questa vera e propria urgenza nel continuare la lettura: è stata un’esperienza intensa, ricca di sentimenti difficili da gestire che anche ora, a più di due settimane dalla conclusione, mi tormentano ancora. È questo ciò che io cerco in un libro, un mondo che mi trascini e coinvolga in un vortice di emozioni incontenibili.
E comunque il finale ti devasta psicologicamente.

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Voto finale: Un meritatissimo 5/5. Affermare di aver amato questo libro suppongo sia riduttivo.
Mi auguro di trovare le medesime caratteristiche ne “Il trono di ghiaccio” chedovevaesseredivetromaok e di avere un 2017 ricco di letture splendide come questa.