Recensione a “Over – Un’overdose di te” di Sabrynex // TRASH LETTERARIO

Titolo: Over – un’overdose di te
Autrice: Sabrynex
Casa editrice: Rizzoli
Data d’uscita: 8 gennaio 2016
Pagine: 432
Prezzo libro:
16.00 €
Prezzo ebook: 8.99 €

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Trama: “Sono Cher, ho diciott’anni e credo che abbiamo tutti bisogno di qualcosa da cui dipendere, per cui impazzire. Fino a qualche mese fa non lo sapevo, perché non avevo ancora incontrato Hunter.
Noi siamo l’opposto: il bianco e il nero, il bene e il male, non possiamo esistere l’una senza l’altro. Lui porta i miei stessi segni sulla pelle, lo stesso passato, ci sorreggiamo a vicenda. Ma Hunter fa del male a chiunque gli si avvicini, e l’ha fatto anche a me. È colpa mia, lo so: ho perso la testa per un ragazzo che ha perso se stesso.
Domani sarà un’altra gara clandestina, un’altra lotta, un altro casino… e io lo seguirò, come ogni volta, spingendomi al limite e poi oltre, perché sto bene solo dove c’è lui. Anche se questo richiede altri graffi, altro sangue, lo farò per sentire ancora il suo respiro sulla mia bocca, le sue mani su di me. Ho scalato questa montagna insieme all’amore della mia vita e voglio tornare indietro con la stessa persona, a costo di ferire tutti quelli che ho intorno: il mio migliore amico, i miei genitori, me stessa… Io voglio lui, ed è per lui che lotterò ancora.”

Un’attrazione travolgente, un amore folle, passioni, errori, rabbia, dolcezza. Insieme a Cher e Hunter, i protagonisti di Over, Sabrynex è cresciuta. E dal suo sogno è nato un romanzo indimenticabile, che ci fa emozionare attraverso la magia dei sentimenti più puri e ribelli, quelli di chi si innamora per la prima volta.

Premessa: al fine di seguire lo stile adottato per la precedente recensione di “My dilemma is you” , ho deciso anche in tal caso di leggere la versione originale di Wattpad.

Recensione: Il tempo per cui mi sono assentata dal blog (causa lunga vacanza e necessaria preparazione universitaria) rende doveroso un rientro in grande stile con annessa cattiveria gratuita. Bene, iniziamo.

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Ecco il ragazzo nella sua consueta e innocente forma.
Come si evince dalla copertina di dubbio gusto, Over appartiene alla categoria “fyccine di Wattpad” divenuta ormai famosa – e non certo per bellezza – nelle nostre librerie: dunque ciò cosa comporta? Anche in questo caso, benché nella versione cartacea appaia il nome Hunter (Cacciatore…ma sul serio?), nella versione principale presente sul mio amatissimo sito di storielle il nome del protagonista maschile è Harry Styles che, per chi non fosse particolarmente esperto, altri non è che uno dei cantanti della famosa band dei One Direction. Ovviamente il povero ragazzo in questione, per divenire ancora più appetibile di fronte al pubblico di ragazzine eccitate, viene descritto come uno spacciatore costantemente fatto come una pigna o ubriaco fradicio, nonché criminale che scazzotta in incontri di lotta e partecipa a gare di macchine clandestine. Insomma, assolutamente Out Of Character. Bello e dannato, pavimento bagnato.


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Ed ecco invece un tenebroso e inquietante Harry/Hunter.
E insomma, abbiamo il classico duro col cuore tenero e dal passato tormentato e la tipica ragazza stronzetta e fredda perché lei è diversa e tanto speciale. Dunque, l’inizio della storia è così brillante ed originale che i due si conoscono grazie al comune migliore amico di entrambi, Mitchell, alla classica festicciola tra adolescente ricca di alcol e droga. Superbo cazzo! Sono proprio sicura di non aver proprio MAI letto nulla del genere negli ultimi otto anni di fanfiction!! I baldi giovini sono appena tornati in quel di Londra dopo una “sosta” a Boston a causa di certi problemini legali dovuti al loro più grande hobby: la briscola. Inutile specificare che i due geniacci, anziché redimersi con un tentativo di ritorno alla normalità, si buttano a pesce nella fossa dell’illegalità. (E che piacere sarebbe seppellirli sin da subito…)

 

Chi l’avrebbe mai detto che il Cacciatore e la nostra “Chee” inizialmente avrebbero provato disprezzo l’uno per l’altra? Io mai e poi mai, davvero. (Ma qualche personaggio simpatico che tromba subito senza troppi casini no, eh?) Ad ogni modo il loro rapporto si sviluppa grazie ad un’intensa e subitanea attrazione sessuale che li porta a consumare i preliminari in momenti inappropriati ed inaspettati: lui oscilla costantemente tra una sbronza e una dose di qualsiasi cosa, il che in effetti rende poco praticabile una relazione… soprattutto perché i due raramente si relazionano.

Rispetto all’opera sorella, alias “My dilemma is you”, le tematiche trattate sono più adulte e spinose, ma soprattutto preoccupanti dal momento che all’epoca chi scriveva era una quattordicenne. Tra i capitoli compaiono droghe ed abusi di qualsiasi genere con una facilità quasi disarmante, che lascia attonito il lettore che magari si aspettava una stupida storiella d’amore; l’illegalità viene affrontata in molti suoi aspetti con una naturalezza così superficiale che assumere così tanta droga da riscontrare un’overdose, appartenere a una sorta di band mafiosa, girare armati e rapire la gente sembra la banale quotidianità di un quasi normale londinese. E invece no. È sbagliato richiamare pubblico (che tra l’altro si aggira tra gli undici e i sedici anni) utilizzando come escamotage tematiche serie ed impegnate trattate con una frivolezza degna di nota, ed è proprio questo che rimprovero indispettita all’autrice.

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Ovviamente in questo mirabolante romanzo non potevano che mancare le complicazioni inerenti all’oscuro e tenebroso passato del bad boy, il quale non poteva che avere una madre morta prematuramente, un rapporto burrascoso con un padre malato (e ormai quasi in procinto di morire) che l’ha sempre ignorato. Non resta che una cottura a 180°C per la creazione di questa deliziosa portata a base di ragazzo stereotipato e difficile!

Ad ogni modo, mi vedo costretta a spezzare una lancia a favore di “Over”: la storia è scritta abbastanza bene. Grazie a Dio in questo caso mi sono stati risparmiati una serie infinita di errori grammaticali e di battitura, motivo per cui la lettura è più facile e piacevole; certo, vi è qualche forma lessicale poco consueta, strana e forse forse inventata, eppure il livello di alfabetizzazione dell’autrice è nettamente superiore alla media di Wattpad, il che diviene un notevole punto a suo favore.

Nonostante la discreta scorrevolezza del testo, le tematiche di un certo spessore che qui acquisiscono un ruolo centrale vengono trattate in maniera scontata e infantile, caratteristica che rende la lettura più pesante e decisamente noiosa. Detto senza tanti mezzi termini: oltre alle scene un po’ più piccanti e zozze (e neanche tanto eh, grazie a Dio non si tratta di “50 Sfumature”) le righe sono pesanti come mattoni e la fine del capitolo in questione diviene una sorta di oasi nel deserto, un miraggio lontano ed irraggiungibile. Si arriva, una volta inquadrata la direzione verso la quale l’autrice intende proseguire, ad una rassegnata frustrazione dovuta alla certezza dell’esatta piega che prenderanno gli eventi. Insomma, per trarre le conclusioni finali: se potessi scegliere una parola per descrivere “Over”, utilizzerei cliché. (E noia.)

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Io che mi dispero per averci azzeccato di nuovo sulla trama.


Voto finale:
1/5, ma giusto perché ha quel qualcosa in più rispetto a “My dilemma is you” (leggasi: L’ITALIANO), ma effettivamente mi sono divertita di più a leggere quest’ultimo, imprevedibile nella sua oscenità. Davvero noioso, quindi mi sembra quasi scontato – ma doveroso – sottolineare che dubito fortemente leggerò il secondo “libro”. A meno che mi venga chiesto espressamente da voi al fine di sputare altre cattiverie… per quello sono sempre pronta.

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Recensione a “My dilemma is you” di Cristina Chiperi // TRASH LETTERARIO

Titolo: My dilemma is you 1
Autrice: Cristina Chiperi
Casa editrice: Leggereditore
Data d’uscita: 4 Gennaio 2016
Pagine: 322
Prezzo libro: 14.90 €
Prezzo ebook: 4.99 €
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Trama: Christina Evans ha sedici anni, vive a Los Angeles e frequenta il terzo anno dell’high school. Tra feste, amici e buoni voti, la sua è una vita perfetta. Finché la sua famiglia non decide di trasferirsi a Miami, e per Cris cambia tutto. Da un giorno all’altro viene catapultata in una nuova città e soprattutto in una nuova scuola. Nonostante senta la nostalgia di Los Angeles, riesce rapidamente ad ambientarsi e a stringere amicizia con gli studenti più popolari. Tutti la accolgono calorosamente… tutti tranne Cameron e la sua ragazza Susan, da subito ostili nei suoi confronti. E così, tra grandi e piccole difficoltà, Cris trova una nuova amica, Sam, e un nuovo amore, Matt. Ogni cosa sembra procedere nel migliore dei modi, ma come spesso accade nelle faccende di cuore, i giochi sono destinati a complicarsi. Col passare del tempo, Cameron e Cris comprendono che l’antipatia che provano l’uno per l’altra nasconde in realtà un sentimento ben diverso, e accettare e assecondare questa scoperta vuol dire mettere di nuovo tutto in discussione…

Premessa: al fine di comprenderne al meglio la natura, ho scelto di leggere la versione di Wattpad. Troppo facile sfogliare le pagine di una storia già corretta in tutti i suoi orrori grammaticali da un team specializzato nel fare un lavoraccio del genere.

Recensione: Trovare il modo di recensire “My dilemma is you” senza partire in quarta con uno sproloquio da lingua biforcuta mi risulta un’impresa piuttosto ardua. Il mio giudizio è quello di un’accanita lettrice che da anni spazia tra più generi, nonché -nel mio piccolo- quello di una scrittrice: non si tratta dunque di dare solo un’opinione su quanto la storia regga a livello contenutistico, ma anche di commentarne la forma, la grammatica e tutti gli aspetti inerenti alla mia povera e devastata lingua.
Dunque, da cosa iniziare? Su questo libro -e quanto mi piange il cuore usare proprio questa parola in tal contesto- è stato detto molto, tante belle parole da ragazzine abituate ad opere impegnative come il magazine “Cosmopolitan” (non me ne vogliate, anch’io lo sfoglio piacevolmente quando inganno il tempo sul cesso) ed aspre critiche da parte di chi di letteratura, grazie a Dio, ne capisce qualcosa. Io esordirò così: credo di non aver mai letto nulla di tanto atroce. Il pensiero che una fanfiction, una storiella banale d’amore con un vip del web (ma poi, chi diavolo è ‘sto Cameron Dallas?!), sia stata scelta per una pubblicazione cartacea a discapito di tanti poveri alberi innocenti mi lascia basita ed atterrita. Che poi, in realtà il motivo di tale scelta è comprensibile: tante views su Wattpad e migliaia di ragazzine disposte a rinunciare a qualche drink del sabato sera per acquistare la versione cartacea dell’unica roba che siano riuscite a leggere senza consultare la Treccani. (avrei preferito si sbronzassero, a dirla tutta, quello va sempre bene)
La protagonista, Cris (evviva la fantasia, cara autrice), è la classica Mary Sue che verso il 2009/2010 spopolava su Efp: la sua vita perfetta in quel di Los Angeles viene turbata da un improvviso trasferimento a Miami che, povera fanciulla!, trasforma immediatamente la sua vita in una merda nonostante sin dal primo giorno in città conosca i ragazzi più fighi e famosi della scuola, facendo innamorare tutti di lei. Ma giustamente, che vitaccia. Il vero problema per la ragazza però è Susan, la classica oca cheerleader che sconvolge l’esistenza della nostra beneamina: anche leggendo queste poche righe è chiaro che Cris si innamorerà del fidanzato della suddetta, alias Cameron, e viceversa.
Per tutta la storia non compare, manco a pagarla, una qualsivoglia descrizione: i personaggi sono solo nomi e qualche piatta battuta, i luoghi resteranno per sempre sfondi bianchi e l’azione più complessa che viene svolta è rispondere ok sospirando o qualcosa del genere. E le lettrici (ma ovviamente sono solo ragazzine) hanno pure il coraggio di commentare che Cris non si lava. Ma seriamente? Sai a stento come si chiama e pretendi pure che si faccia una doccia, roba da matti.
Quasi dimenticavo il cliché che più mi ha fatto ridere nel leggere questo abortino (con il diminutivo perché è una roba corta grazie al cielo): Sam, la migliore amica della protagonista, è AUTOLESIONISTA. Oltre al fatto che, come al solito, un tema drasticamente difficile viene trattato con una superficialità unica e degna di nota, Cris ovviamente non si rende conto di niente e continua la sua vita schifosa che in realtà è tutto un limone duro feste alcol e niente studio. AH e ovviamente *SPOILER ALERT* la sua vecchia migliore amica diventa depressa e si butta nel mondo dell’alcol e della droga, rimanendoci secca. La reazione della madre di Cris fa quasi ridere da tanto è fuori luogo per piattume (esiste davvero come parola, magico!), insensibilità e “no non ci vai al funerale perché siamo in vacanza in montagna ed è troppo distante.” Ok, capisco. *FINE SPOILER SUPER WOW*
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Insomma, la trama è tutta così, un succedersi confuso di episodi scontati, noiosi e narrati con un stile piatto, colloquiale e ricco di errori di battitura e non solo, tanto da farmi credere che l’autrice abbia mentito in merito alla sua frequentazione del liceo Classico, perché in questo modo scrive solo una bambina delle elementari senza neanche tante proprietà lessicali. Ed inutili sono le scuse della suddetta, secondo la quale basta giustificarsi dicendo che quando ha scritto sta roba aveva 14 anni e non le interessava correggere i capitoli. No mi spiace, proprio non lo accetto. Se non ti interessava veramente la correttezza grammaticale innanzitutto non ti improvvisavi scrittrice, né tantomeno ora dovresti innervosirti se la gente (leggasi: io) ti fa presente con stizza gli esagerati errori di battitura. E fossero solo quelli il problema, cara mia. La parte più divertente del processo di lettura è stato proprio la curiosità morbosa che ad un certo punto subentra, quella di vedere quanto peggio possano realmente andare le cose: su tal versante l’opera (??) mi ha sorpresa.
Vorrei poter dire di più su “My dilemma is you”, ma la verità è che oltre ad ulteriori improperi non mi viene in mente altro…se non che ‘sta roba fa proprio schifo. E poi basta dai, leggere parole cattive è divertente fino ad un certo punto.
Ed infine chiudo così: piccole ragazzine ignoranti, se insultate la gente che vi mette in faccia la reale squallidità di un prodotto asserendo che “le hanno pubblicato ben tre libri!”, io ci tengo a precisare che l’abito non fa il monaco. Ma comunque la copertina di questo libro è terribile.

Voto finale: 0/5. Il che significa che di strapparmi gli occhi per leggere i libri successivi non ci penso manco morta.

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(Troppe parentesi in questa recensione. Ops.)